Per prenotare Vesuvio Sotto le Stelle® visita: Logo Vesuvio Sotto le Stelle

Leopardi e la Ginestra del Vesuvio: la poesia nata qui vicino

Leopardi e la Ginestra del Vesuvio: la poesia nata qui vicino

Ginestre in fioritura sul Piano delle Ginestre Vesuvio — sentiero Riserva Forestale Tirone
Le ginestre in fioritura nella Riserva Forestale Tirone Alto Vesuvio, lo stesso paesaggio che Leopardi osservava da Villa della Ginestra.

Primavera del 1836. Giacomo Leopardi vive a Torre del Greco, in una villa alle pendici del Vesuvio che si chiamerà, non a caso, Villa della Ginestre. Ha poco più di trent’anni, è malato, è stanco. Eppure in quei mesi scrive una delle poesie più dense e potenti della letteratura italiana — La Ginestra, o il fiore del deserto — guardando ogni giorno il vulcano e il fiore giallo che vi cresce sopra, ostinato e silenzioso.

È il suo testamento poetico. Morirà l’anno dopo, nel 1837.

Le stesse pendici, lo stesso fiore

Villa Ferrigni — questo il nome originale — si trova sul versante sud del Vesuvio, lo stesso versante che ospita oggi la Riserva Forestale Tirone Alto Vesuvio. Il sentiero n.4 che percorriamo nelle nostre escursioni attraversa una zona che si chiama letteralmente Piano delle Ginestre.

Non sappiamo se Leopardi abbia camminato esattamente su quel tracciato. Ma è più che verosimile che abbia percorso quelle stesse pendici, che abbia visto quegli stessi ciuffi gialli spuntare dalla pietra lavica, che il panorama sul Golfo che si apre lungo il sentiero sia lo stesso che osservava dalla sua finestra. La distanza tra Villa della Ginestre e l’ingresso della Riserva è solo di pochi chilometri, una passeggiata, per chi amava camminare.

Perché proprio la ginestra

Per Leopardi la ginestra non è una scelta casuale. È il fiore che cresce dove non cresce nient’altro: sulle lave, sul tufo, nel “deserto” vulcanico. E lo fa senza drammi, senza proclami, senza illudersi di essere immortale.

In questo Leopardi ci vede qualcosa che gli uomini del suo tempo avevano dimenticato: la dignità di chi conosce i propri limiti. La ginestra sa che il Vesuvio può distruggerla in un momento, ma fiorisce lo stesso. Non per sfida, ma perché è la sua natura.

Il vulcano, nella poesia, è la misura di tutte le cose. Di fronte alla sua forza silenziosa e indifferente, l’arroganza umana si sgonfia. Rimane solo quello che conta davvero: essere qui, adesso, insieme.

Un messaggio del 1836 che non ha perso un grammo di peso.

Le tre ginestre che Leopardi poteva vedere

Sul Vesuvio non cresce una ginestra sola. Come abbiamo raccontato nel post dedicato alle tre ginestre del Vesuvio, le specie presenti sulle pendici del vulcano sono tre, e fioriscono in successione da primavera inoltrata all’estate.

La Ginestra dei Carbonai (Cytisus scoparius), la più precoce, con i rami scanalati che in antichità si usavano per le carbonaie. La Ginestra Odorosa (Spartium junceum), pianta della macchia mediterranea dal profumo intenso, da cui si ricava anche un miele pregiato. E infine la Ginestra Etnea (Genista aetnensis), l’ultima a fiorire — un piccolo albero introdotto sul Vesuvio nel 1902, quindi non ancora presente ai tempi di Leopardi, ma parte del paesaggio che vediamo oggi.

Tutte e tre sono piante pioniere. Tutte e tre crescono dove la terra è appena nata, o appena bruciata. Tutte e tre sono, in qualche modo, leopardiane.

Sentiero della Riserva Forestale Tirone Alto Vesuvio con ginestre sul Piano delle Ginestre
Un’orchidea.

Camminare nella poesia

C’è un modo per capire La Ginestra che nessun libro scolastico può darti: camminare sul sentiero della Riserva Forestale in primavera, quando il giallo delle ginestre si alterna al nero della lava e il Golfo di Napoli compare all’improvviso tra gli alberi.

In quel momento la poesia smette di essere un testo da studiare e diventa un paesaggio da attraversare. E capisci perché Leopardi, malato e stanchissimo, trovò ancora la forza di scrivere in quei luoghi.

Le nostre guide naturalistiche conoscono questo sentiero e sanno raccontarlo: la botanica, la geologia, la storia. Ma quando si arriva al piazzale panoramico e il Golfo si apre davanti, c’è sempre un momento di silenzio che vale più di qualsiasi spiegazione.

Prenota la tua escursione nella Riserva Forestale Tirone e cammina tra le ginestre che Leopardi conosceva bene. Ogni sabato di maggio e giugno, ore 17:30. Difficoltà: facile. Dai 7 anni in su. Aperitivo finale incluso.


Escursioni sul Vesuvio tutto l’anno, con guide naturalistiche autorizzate dal Parco Nazionale.
Scrivi a info@vesuvionatura.it o vesuvionatura@gmail.com,
oppure chiama il 329 134 0500 o il 333 386 6577.

Leggi anche